La mia storia professionale: 
L’inizio

Il tirocinio, svolto con lo stesso orario settimanale degli altri operatori, è durato circa 15 mesi; era l’inizio degli anni Ottanta (1981-1983).

Per la prima volta ho quindi sperimentato –nell’operatività lavorativa- cos’era lavorare in équipe, (dove venivano esposte le ipotesi di lavoro e le idee di tutti e si concordavano insieme le prassi), ma anche, ho fatto l’esperienza, scioccante, di entrare in un manicomio (quello di Cogoleto, nello specifico) e conoscere alcune persone delle molte che ancora vi erano ricoverate, ma anche quella esaltante ed umanamente ricca, di lavorare in modo da ‘tirar fuori’ alcuni pazienti per reinserirli alla vita sociale.

Ma questo servizio di Salute Mentale ha anche attivato una sperimentazione importante ed eccezionale che riguardava giovani ragazze e ragazzi al loro primo esordio psicotico: essi venivano ricoverati nell’ospedale civico, nel reparto di medicina generale -anziché nei reparti psichiatrici com’era prassi dove venivano usati copiosamente farmaci – e il personale del servizio, me compresa, facevamo i turni giorno e notte, accanto a questi giovani: si parlava, mangiava e passeggiava con loro lavorando anche con la famiglia e il personale dell’ospedale.

L’idea forte – e rivoluzionaria per l’epoca – era quella di evitare loro di iniziare quella che veniva chiamata “carriera psichiatrica” (costituita dall’assunzione massiccia di farmaci e nel far vivere un’esperienza ‘totalizzante’ nell’istituzione psichiatrica che – sapevamo – contribuiva a creare una mentalità psichiatrizzante in tutti: giovani, familiari e operatori che finiva nel ritenerli non più guaribili).

E’ stato un primo momento davvero importante, per me.

Il seguito della mia storia:

#3

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