La mia storia professionale

“Seguendo un filo temporale, mi sono soffermata, in particolare su quelle esperienze che hanno segnato una svolta, vuoi per novità che ho introdotto, vuoi per apporti diversi alla mia stessa esperienza.”

Dopo il liceo scientifico, mi sono laureata in psicologia clinica – all’epoca si chiamava “applicativa” con una tesi di laurea sul ruolo dello psicologo in un Centro di Addestramento Professionale (che si occupava di allievi disabili) sull’esperienza che avevo condotto per tre anni e con un’ottica sistemico-relazionale.

Era la fine del 1980, la psichiatria era stata rivoluzionata da tutto il movimento dell’Antipsichiatria prima e da quello di Psichiatria Democratica poi, fino ad arrivare nel ’78 alla promulgazione, in Italia, della famosa legge 180 che chiudeva definitivamente i manicomi (in realtà ci sarebbero voluti anni) ed istituiva servizi di territorio per seguire le persone con disturbi mentali.

A me quest’ambito interessava molto, ma non avevo idea di come lavorare sul campo e avevo la necessità di fare esperienza, così ho iniziato un tirocinio in un Servizio di Psichiatria Territoriale (allora non era previsto, né tantomeno obbligatorio il tirocinio post-laurea x gli psicologi).

Ho scelto di andare in Liguria, Finale Ligure per l’esattezza, perché il primario di lì si era specializzato in terapia sistemico-relazione – la stessa che seguiva l’impostazione teorico-clinica sistemica che avevo scelto e nella quale poi mi specializzerò anch’io nell’’85.

Sapevo che il primario aveva dato un’impostazione specifica al servizio, in particolare dando importanza al lavoro e alle opinioni di tutti gli operatori del servizio (attraverso un lavoro costante di équipe considerato come operatore unico, insieme di uguali nei differenti saperi e operatività), tenendo presente, sia l’intreccio relazionale del macro sistema dentro il quale tutti eravamo, (pazienti, familiari, noi operatori e ULS), sia il ruolo che le istituzioni potevano avere nel mantenere o creare quella che chiamavamo la psichiatrizzazione del paziente.

Il seguito della mia storia:

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